“Sono entusiasta e al tempo stesso orgoglioso – spiega Antonini - di poter dare il mio sostegno alla cultura e all’arte, troppo spesso dimenticata e sottostimata. Il Festival di Spoleto mi sembrava l’occasione ideale per dare il mio contributo a una manifestazione della creatività umana quale è l’arte. Per questo ho deciso di concedere parte dei locali di Palazzo Pianciani come spazio espositivo per una manifestazione che, mi auguro, possa continuare ad evolvere e a far crescere il nome di Spoleto nel mondo”. Sempre nel contesto della “Sezione Arte”, la storica sede del chiostro di San Nicolò, ospita invece le opere di Renata Rampazzi. Le mostre, il cui allestimento è stato curato da Nicolas Ballario con il coordinamento tecnico di Alberto D’Atanasio, si apriranno sabato 19 giugno e resteranno aperte al pubblico fino a 4 luglio. Nella “Sezione Arte” del Festival ci sarà anche Ciro Palumbo, che esporrà in via di Visiale con una mostra a cura di Alberto D’Atanasio e Giorgio Flamini.
Da Spoleto le mostre andranno a Salemi, dove fino al 2011 si svolgeranno le celebrazioni per la ricorrenza del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Oltre a Sgarbi è la storia che unisce Spoleto a Salemi. Nella città siciliana il 14 maggio del 1860 Giuseppe Garibaldi assunse i poteri della Dittatura in nome del re Vittorio Emanuele e dalla torre del castello fu issato il primo tricolore che la fece prima capitale dell’Italia Unita. Sempre nel 1860, mentre Garibaldi da Salemi marciava verso Calatafimi dove si è combattuta la celebre battaglia di Pianto Romano contro l’esercito borbonico, Luigi Pianciani (nel 1865 poi eletto deputato al parlamento e successivamente sindaco di Roma) partecipava alla campagna per l’unità della